intervista "Scriviamo Insieme" - ilfigliononvoluto

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Premio Letterario Scriviamo insieme 
Intervista  Claudio Crepaldi autore del -Sono tuo figlio-
 
Buongiorno, Claudio. Pronto per l’intervista?
Certo che si, sono nato pronto.
 
Raccontaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.
 
Sono fondamentalmente un padre, che giunto alla pensione può coltivare la passione della scrittura,  un sognatore che vive con la testa tra le nuvole e i piedi a terra. Divido il mio tempo tra lo scrivere, la mia famiglia e il mio giardino/orto, una persona qualunque, trovo che il tempo sia sempre troppo poco; essendo una persona iperattiva e disordinata ( un accostamento micidiale), arrivo a sera che non ho fatto nemmeno la metà di quello che mi sono prefissato la mattina appena sveglio. Amo leggere quanto amo scrivere, i libri sono una compagnia alla quale non potrei mai rinunciare, mi rilassa perdermi tra le pagine di qualche buon libro, estraniarmi momentaneamente dal mondo che mi circonda e fare mie le sensazioni che mi trasmette. Ho imparato a leggere da molto piccolo e da allora non ho mai smesso. Piano, piano sì è fatta largo la passione per la scrittura, ho iniziato a scrivere le mie giornate trascorse nei miei diari che ancora conservo. Crescendo la mia ambizione e la voglia di raccontare sono aumentate esponenzialmente, la mia fonte di ispirazione è il mondo, cioè tutto ciò che mi circonda: mi rilassa camminare tra la gente, osservare luoghi e persone, la natura stessa… tutto questo mi aiuta a vivere e dare un toccò in più ai miei immensi pensieri.
 
Come ti è venuta l’idea di questo libro?
 
In realtà questo libro non è un’idea nata dalla mia fantasia, direi che è più un omaggio ad una grande persona che ho avuto la fortuna di conoscere. Non è stato un percorso semplice, scrivere i pensieri di un’altra persona, immedesimarsi in altre vite che sì intrecciano tra loro a colpi di tristezza, disagi e colpi di scena è stata una vera sfida con me stesso, ma credo di essere riuscito a trasmettere il messaggio che il protagonista voleva far arrivare ai lettori. La storia è a tratti forte e cruda, con insegnamenti preziosi.
 
Qual è stato il percorso che ti ha permesso di pubblicare il tuo libro?
 
Pubblicare un libro non è un percorso facile, come tutti gli autori, ho inviato il mio manoscritto a svariate case editrici con la speranza di avere qualche riscontro positivo; non ho mai avuto la pretesa di diventare uno scrittore famoso, credo di avere davanti un lungo percorso prima di potermi definire tale, ma ho comunque avuto delle buone soddisfazioni con l’arrivo delle recensioni di più di un editore. Tra i vari complimenti e le proposte di pubblicazione sono arrivato a vedere il mio lavoro tra gli scaffali delle librerie e nelle biblioteche accanto a libri più o meno famosi. Un traguardo molto importante.
 
Cosa rappresenta “Sono tuo figlio” nella vita di ognuno di noi?
 
Bella domanda… Personalmente, come ho detto prima, per me è un monito, un insegnamento del quale fare tesoro. I figli sono la cosa più preziosa che abbiamo, sono una parte di noi e dobbiamo accompagnarli nel percorso della crescita, per quanti impegni abbiamo, per quanto siamo stanchi e a volte irritabili, dobbiamo essere presenti nelle loro vite, correggerli quando sbagliano, ma soprattutto prestare loro ascolto. Purtroppo sono tanti i ragazzi che vengono abbandonati a loro stessi e  questo è un errore imperdonabile che può determinare una vita fatta di insoddisfazioni e rabbia: questi ragazzi crescono con la voglia di farsi notare, di far vedere ai genitori “assenti” che loro possono diventare qualcuno, senza contare che fare un passo falso e cadere è un attimo. E non sempre è facile rialzarsi, purtroppo.
 
Cosa vedi ne “Sono tuo figlio” e di conseguenza nel tuo futuro?
 
Sono tuo figlio  è una storia vera con inserti di immaginazione, come detto prima può essere preso come insegnamento. Non sarebbe male se con il tempo diventasse un film…
 
Che libro stai leggendo al momento? Puoi consigliarci dei libri che ultimamente hai apprezzato?
 
Ho appena finito di leggere “Dov’è finita Audrey?” di Sophie Kinsella. Un libro carico di dolcezza, humor e verità. Lo consiglio vivamente a tutti, soprattutto alle mamme iperprotettive, come me. Il prossimo che leggerò è “ La ragazza del treno” di Paula Hawkins.
 
 Hai un sogno nel cassetto o un desiderio particolare? Cosa c’è nel tuo futuro?
 
Ovviamente il mio sogno è quello di vedere il mio libro ai vertici delle classifiche, ma soprattutto in tutte le biblioteche.  Per quanto riguarda il mio futuro non saprei, l’unica certezza è che non smetterò mai di scrivere.
 
Stai pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure la scrittura sta solo occupando una parentesi temporanea della tua vita?
 
No, no, nessuna parentesi. Anche se rimarrà solo un hobby, la scrittura sarà sempre una delle priorità nella mia vita. Non potrei mai rinunciare al piacere che provo quando le parole che mi affollano la mente prendono forma su un foglio bianco. La scrittura rimarrà sempre il mio modo preferito di comunicare agli altri quello che ho dentro, in fondo mi trovo meglio a scrivere che a parlare.
 
Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato (e che stai incontrando) nella promozione del tuo libro?
 
La difficoltà più grande, che penso sia anche un freno alla vera diffusione dei libri, è quella dello scetticismo di chi si avvicina ad un volume, se sei uno scrittore emergente e quindi sconosciuto… il lettore medio è una persona comune, che come nelle altre cose segue le indicazioni degli opinionisti e dei critici… e non è nemmeno molto curioso, a mio avviso…
 
 Quanto è importante secondo te la promozione per il successo di un libro?
 
Importantissima. Sì sa, la pubblicità è l’anima del commercio. Un libro, anche se brutto, con una pubblicità smodata, diventa un best seller, e le persone, al giorno d’oggi, comprano in base a quello che viene bombardato in tv, nei giornali e nei social. Ma anche il passaparola è un ottimo modo per farsi conoscere, sia nel bene che nel male.
 
Cinque righe per spiegare a chi ci segue perché non può assolutamente perdere questo libro.
 
- Sono tuo figlio ti tiene incollato tra le pagine, come le ciliegie…una tira l’altra.
- Insegna quanto la vita può dare e allo stesso tempo togliere.
- Uno psicologo lo ha definito un libro da non perdere, soprattutto per chi è genitore.
- Ti strappa qualche lacrima.
- Il finale a sorpresa.
 
Bene, siamo giunti alla fine di questo faccia a faccia. Ultima domanda : se tu avessi una bacchetta magica, come la useresti ?
 
Aiuto, una bacchetta magica tra le mie mani sarebbe molto pericolosa. Mi limito a dire che farei sparire dalla circolazione uno dei più brutti libri di tutta la storia, ma non ne faccio il nome.
 
Adesso siamo curiosi
 
Un giorno…….. forse
 
Allora alla prossima intervista ?
 
Certamente, non mancherò
 
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