frammenti - ilfigliononvoluto

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Lo strillo di un neonato si confonde con i singhiozzi soffocati di una donna stesa su un letto fatiscente di una stanza squallida e quasi invivibile di un fabbricato in disuso e danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Sulla parete piene di crepe, con i muri ingrigiti dalla polvere e dal tempo, un calendario del 1949 appeso a un chiodo, con la foto di una Fiat Topolino, l’unica nota di colore nella stanza anonima, è cerchiato con un pennarello nero il trenta marzo. Una data che Fabrizio e Camilla detestano: l’arrivo del figlio che non hanno voluto, quel figlio che entrambi degnano appena di uno sguardo mentre  una loro amica, che si è improvvisata ostetrica, si affretta a pulire con tanta cura. Il maschietto vagisce e agita le manine, come un vincitore che dopo una lunga corsa ha raggiunto il traguardo: è sano e roseo, con le guance piene e una peluria scura sulla testa.                                                                     
Camilla si accascia sul letto e chiude gli occhi, ma le lacrime amare continuano a scendere sul suo viso stanco, è stremata, dolorante e infelice. Stringe le palpebre come se quel semplice gesto potesse portarla in un’altra dimensione; Fabrizio è in piedi accanto alla finestra, immobile, fissa la strada deserta, con la fronte corrucciata per i pensieri negativi che gli affollano la mente
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Eric guardò fisso negli occhi del padre, i suoi stessi occhi. Prese un respiro profondo, voleva chiedergli se la prossima volta lo poteva accompagnare, così da fare le cose con più calma, ma appena aprì la bocca gli arrivò una sberla sulla guancia
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– Bastardo – ringhiò Fabrizio – Sei solo un’inutile disgrazia – Camilla si spaventò dalla ferocia del marito, lanciò uno sguardo al figlio ma non intervenne: aveva sentito lo schiocco della sberla, ma pensò bene di non intervenire, come al solito, era certa che se il marito era così furente, Eric si meritava quello che gli stava capitando. Non le sfiorò mai il pensiero di essere una pessima madre, non le importava niente di difendere il figlio, aveva cose ben più importanti per la testa, cose frivole, ma il suo istinto materno era talmente latente che lo aveva ben nascosto da qualche parte dimenticata in fondo al cuore
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– Maledetto il giorno in cui sei nato – abbaiò Fabrizio – È stato il giorno della mia rovina. Sei un fallito. Indegno di portare il mio cognome – Fabrizio aveva il fiato corto, il bel volto distorto e la camicia, che di solito era sistemata dentro i pantaloni, era in disordine: sembrava un diavolo dell’inferno. In un impeto rabbioso attirò Eric accanto a se e si abbassò alla sua altezza continuando a insultarlo, a maledirlo in tutte le maniere e con tutta la cattiveria che gli veniva dallo stomaco che bruciava. Non aveva più offese da gridare, le aveva già menzionate tutte a suon di sberle:  guardò il figlio negli occhi e gli sputò in faccia, sprezzante e senza vergogna

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pensò a suo padre - il cuore gli si strozzava in gola - Dio mio  fa che non sia così - Si fece largo tra la gente e a distanza capì che non era suo padre - Dio ti ringrazio - Ma di chi era quel corpo ?

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Di solito non è la sposa che arriva in ritardo? – Rino lo seguì, tentando di scherzare – Comunque farai la tua entrata trionfale – sghignazzo, saltando gli scalini. – Mio padre sarà nero – esclamò Eric, con il fiatone – Riuscirò a farlo imbestialire anche il giorno del mio matrimonio – La porta della chiesa era spalancata, entrarono tutti trafelati, appiattendosi per oltrepassare nello stesso momento la porta in legno, ma si bloccarono, attoniti e con la bocca spalancata. Non c’era nessuno, né invitati, né addobbi, né sposa vestita di bianco di fronte all’altare. Eric si battè la fronte con il palmo della mano e corse all’esterno, trascinando Rino per la giacca. – Merda! – urlò – Abbiamo sbagliato chiesa – Cosa? – Sali in macchina, Rino. Il matrimonio è nella chiesa dell’altro quartiere –

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Vedi padre, ripeteva mentalmente, come un mantra, guarda tuo figlio quanto è importante. Quel pensiero lo faceva stare bene, stava dimostrando la sua superiorità a quel genitore cocciuto, che non sì era ancora degnato di fargli un piccolo complimento, ma non aveva importanza, Eric sapeva che Fabrizio era invidioso e troppo orgoglioso per ammettere che suo figlio era bravo

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(dal diario di Eric)
Quanti ricordi, quanti sbagli ho fatto nella mia vita e tutto per cercare amore, potere, amicizie, essere quello che non ero solo per il gusto di essere invidiato da tutti. Ero uguale a mio padre e non me ne accorgevo. Solo oggi a sessantasei anni e dopo quel fatidico sette settembre duemilaquattordici mi accorgo di quanto amore gratuito avevo da Eliane, e di quanto poco importava essere invidiato. avere notorietà, ricchezza. Eliane non era un'amante del sesso, ma mi amava veramente e mi avrebbe sempre amato anche se fossi stato un umile operaio Quanti sbagli per la mia mania di essere meglio di mio padre. quanti errori e a quante persone dovrei chiedere scusa

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No non la voglio vedere, non voglio vederla come madre, non saprei cosa dirle, non ho ricordi belli e dolci da ricordare, non la sento come mamma. E’ più forte di me ! - Lei è un’estranea –                                                                                            E’ sempre stata un’egoista, nella sua gioventù ha sempre vissuto per se stessa, con una falsa maschera con i suoi amici, conoscenti, parenti e figli. Ha sempre vissuto per se stessa convinta di essere superiore a tutti per il semplice motivo che mio padre la viziava e le dava tutto ciò che lei voleva

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Ho perso anni meravigliosi, potevo avere una famiglia normalissima come tante, essere felice con umiltà accontentandomi di quello che avevo, ho perso l'amore di Eliane, l'amore di  Stella e tutto per la voglia di  guadagno, la ricerca continua di amore, amicizia. Ma perché non ho avuto quell’amore che cercavo da mio padre e da mia madre, perché dovevo continuamente cercarlo altrove, pagandolo per averlo

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 L’amore è perdonare, non rinfacciare, non giudicare, non cercare di capire o leggere dentro il cuore di un altro, l’amore è essere amico di quella persona così come è o come è stata. La vera amicizia è amore

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 No la felicità non si può comperarla per  poi credere di poterla regalare

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 Ricordo e ripercorro la mia vita, mi chiedo e mi domando se la mia ricerca d’amore, amicizia e sesso sia solo colpa di mio padre ? O colpa di quei anni dove la libertà sessuale era all’ordine del giorno per sentirsi diversi ? E tutte quelle ragazze che mi davano sesso senza tanti preamboli cercavano anche loro evasione, amore, amicizia e sesso ? La libertà sessuale ha portato un’innovazione nell’essere umano, ma ha portato sicuramente anche una grande opportunità di tradimento verso i propri cari
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Accettare tutti i suoi capricci le sue voglie di sesso con sconosciuti pur non perderl
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Beffato, maltrattato, credendo di aver trovato l'amore che tanto cercavo
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Ma era un sogno. Padre era il mio sogno. Guarda come sono ridotto per farti capire che ero importante. Ho rovinato tutto. Abbiamo rovinato tutto
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Ti amo Eliane, ti ho sempre amato anche nei miei tradimenti per cercare un qualcosa che tu mi avevi già dato. Sei stata una ragazza, una donna, una moglie e una mamma fantastica
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Ho voglia di te Eliane, ho voglia di te mia sposa, vorrei stringerti, baciarti, fare l'amore per la voglia di fare l'amore non per la voglia di sesso. Sarebbe bello potersi stringere e baciarsi come due ragazzini, non importa se siamo diventati vecchi, forse non riuscirei a farti avere un orgasmo o a godere di me, forse il mio membro non diventerà duro e  sicuramente uscirà a mala pena qualche goccia di sperma.  Ma sarebbe magnifico ugualmente
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Perché ho scoperto e trovato l'amore a 65 anni ?
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Perché ho capito solo ora che l'amore non è solo sesso ?
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Una puttana, lei ti sorride, ti accarezza, ti coccola e tu ti senti felice, anche se cosciente che quella felicità durerà pochi minuti, ma in quel breve periodo la ragazza con la sua esperienza ti starà accanto, ti vizierà ti farà felice e in un sogno ti sentirai amato
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 Padre mio dimmi cosa c'è dietro l'angolo ? Tu che hai già attraversato quella strada, dimmi cosa c'è ? Serenità ? Gioia ? Aiutami almeno questa volta, stammi vicino, aiutami a raggiungerti. Non abbandonarmi anche ora. Aiutami voglio amarti e essere amato da te come un figlio voluto. Non importa se dietro l'angolo non ci sarà gioia e serenità, se troverò solo il buio. Sarà bello ugualmente e  noi ci abbracceremmo anche a luci spente. 
Eric
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