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Chi sono e perché ho scritto  “Sono tuo figlio”

Mi chiamo Claudio Crepaldi nato a Bolzano il 30/03/1949, residente in Bolzano                                                                                             
Non mi considero certo uno scrittore, avrei molto da imparare e da studiare, mi piace scrivere per passione, è una cosa che ho nel mio DNA da sempre, almeno da quando ho imparato a leggere. Trovo nella scrittura una momentanea fuga dalla vita e dai problemi quotidiani, un vero e proprio toccasana per la mente.                

Era per me doveroso scrivere e pubblicare questo libro biografico, in ricordo di un grande amico sincero e non da tutti compreso, ho cercato di immedesimarmi in lui in maniera quasi maniacale ma reale, limitandomi a cogliere l’opportunità, con il massimo impegno di rendere il viaggio nella vita di Eric il più veritiero possibile, vivendo con la mente luoghi e persone narrate fino quasi a sentirne le voci dentro la mia testa.                                                                                                                                                                                   
Questo libro vuole essere un monito ai tanti genitori che partoriscono figli quasi per gioco, senza sentirne il vero desiderio e prendono alla leggera la responsabilità che un figlio impone. Creare una vita voluta o accidentale, non è cosa da poco, bisogna salvaguardare quei figli che si sentono esclusi, la vita è una cosa meravigliosa e degna di essere vissuta con uno sguardo positivo verso il futuro per non cadere in errori che possono costare molto cari, come è successo a Eric.

Ho scritto le sue memorie, il suo diario, trascrivendo senza filtri i suoi pensieri e le sue parole, anche se a volte volgari e al limite dell’eros molto spinto. Il titolo “Sono tuo figlio” scelto dal protagonista attraverso la sua storia, sperando che in tanti possano leggerlo.   
                                                                                            
Questi scritti sono esclusivamente in sua memoria. Non ho pretese di successo né di fama. Scrivere la sua vita non è stato facile ma era l’unico modo per far capire a chi leggerà chi era veramente Eric, i tanti errori fatti nel cammino della sua vita, non erano certo voluti con cattiveria e crudeltà. Io ho capito, che nel suo essere cattivo era un uomo straordinario e pieno di umiltà e amore. Vorrei che tutti conoscessero le sue ultime volontà, toccanti e struggenti, quindi mi limito a riportare nero su bianco le sue ultime parole: “Scrivi la mia vita, cambia nomi e luoghi: chi legge e si sente coinvolto, forse interrogherà la sua coscienza. Perdono tutti e spero che tutti mi perdonino.”

Tra il sogno e realtà c’è un filo sottilissimo sul quale dobbiamo stare in equilibrio, attenti a non cadere dalla parte sbagliata. Le storie sono fatte per essere tramandate, ciò che conta non è chi le ha o quello che raccontano, sono solo le emozioni che lasciano.
Claudio Crepaldi
 
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